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Casina plauto analisi personaggi


casina plauto analisi personaggi

296) È un servo onesto e buono, con un ruolo importante rispetto agli altri, in quanto contribuisce a risolvere lintrigo iniziale, non la casina de mara ha mai un piano prefissato, anzi la sua abilità consiste spesso nelladeguarsi alle situazioni fronteggiandole ed approfittandone.
Possiamo notare, che Giove, nonostante sia una divinità, non è perfetto, ma, come gli uomini, ha i suoi difetti e le sue debolezze.
Il vecchio torna in scena uscendo dalla casa, e rimanda Pardalisca allinterno.Ha scoperto infatti lo scandalo in cui lui e il suo padrone sono andati a capitare.Sortientes, cioè, i sorteggianti, tradotta da Plauto, e fa una breve descrizione della trama della commedia.Per non dimenticare, poi, lepitaffio del poeta citato da Gellio (che lo aveva letto negli scritti di Varrone) dove si dice che, alla morte di Plauto: "numeri innumeri simul omnes conlacrimarunt" scoppiarono in pianto tutti insieme ritmi innumerevoli.I due coniugi quindi tornano in pace, non senza le promesse di fedeltà da parte di Lisidaamo, a cui viene ridato il mantello col lino glili consegna, e corona con una battuta, allineata perfettamente alla farsa che distingue le ultime due scene, la fine dellazione.Chi lo farà, avrà sempre lamante che vorrà, allinsaputa di sua moglie.È molto galante nei confronti di questa donna, Alcmena, ma fa il superbo con Mercurio, servo di Anfitrione.Atto primo, scena unica, i due servi litigano animatamente: Olimpione si lamenta con Calino, deciso a seguirlo, pregandolo di tornare in campagna nel suo dipartimento dove aveva tanto da fare, con la paura che il suo rivale, attraverso i suoi intrighi e quelli del vecchio.Lisidamo ribatte lui non è più unico figlio per me di quel che io sia unico padre per lui, è più giusto che lui ceda a me, che io a lui (v.
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Scena ottava Olimpione e Lisidamo escono di casa deridendo Calino: Olimpione desidera che il padrone lo mandi in campagna da lui, perché lo possa tormentare; Lisidamo invece, avrebbe volutomandarlo a fare le spese per le nozze, se Calino fosse stato in casa, insieme al fattore.I cuochi, poi, simpegnano perché il padrone salti la cena: rovesciando pentole o buttando lacqua sul fuoco, poiché Cleostrata e Mirrina li avevano corrotti in modo da buttare fuori casa Lisidamo, per cenare da sole.La sua figura è caratterizzata da comicità e ironia.Il piano delle due donne riesce alla perfezione, il vecchio infatti non cena, e loro possono far fuori tutte le vettovaglie da sole.Scena seconda Lisidamo rinuncia ben presto a stare appresso ai cuochi, ed esce di casa, dicendo come scusa a sua moglie, dessere intenzionato a cenare in campagna, in modo da accompagnare i due sposini alla fattoria, preoccupato perché qualcuno non rapisca la fanciulla durante.Lisidamo non sapendo più dove fuggire, decide di affrontare la moglie, che si domanda dove siano finiti il mantello e il bastone del marito.Laltro aiutante è Mercurio, il dio messaggero, che assume laspetto di Sosia per assecondare la volontà del padre, permettendogli di passare più tempo possibile con Alcmena.Il vecchio e il fattore entrano in casa seguendo la moglie con lintento di farla sbrigare.Casina di Tito Maccio Plauto, una delle ultime commedie di Tito Maccio Plauto, autore latino del III secolo.C.,.Ma questi sono solo dei pretesti: in realtà Lisidamo vuole avere il diritto di trascorrere la prima notte di nozze con Casina, in onore del suo matrimonio con Olimpione; probabilmente le intenzioni dell adulescens sono analoghe, ma cè una differenza sostanziale in quanto il senex.



Dopo lo scontro entrambi ritornano a casa del vecchio, ma Calino promette di spiare assiduamente le mosse del suo rivale.

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